Categoria: MagiaDonna

San Valentino

Il selvaggio rito pastorale, che propiziava la vicina rinascita primaverile, unendo sangue e latte, morte e rinascita, è all’origine del nostro San Valentino. La festa fu infatti, nel tempo, depurata nei suoi eccessi dai cristiani che l’associarono al martire, vescovo di Terni, decapitato il 14 febbraio del 273 d.C. sotto Aureliano, per aver celebrato le nozze tra una cristiana e un legionario romano, pagandone il prezzo con il sangue. Così era divenuto il patrono degli innamorati (e degli sposi). Da qui nasce la ricorrenza che ha conquistato il mondo, grazie anche ai versi di poeti come Chaucer e Shakespeare, tanto che il nome del santo fu identificato con il fidanzato, detto «valentino», e con le «valentine», biglietti decorati con versi d’amore, attesi invano da Charlie Brown e secondi, per quantità, solo a quelli natalizi. il rito, basato su sangue che diventa latte (morte che diventa vita) e associato a nozze e fertilità, rivela l’essenziale sul dare la vita per ricevere vita. un coltello ferisce anima e corpo, tagliando l’orizzonte della vita conosciuta e spingendo verso l’ignoto. Il sangue che ribolle, nella donna ancor più che nell’ uomo, segna la trasformazione radicale del corpo che diventa capace di dare la vita. Il latte è la vita ricevuta, il sangue la vita da dare. In questi due elementi e nei loro colori, che nelle culture arcaiche sono spesso primari, è racchiusa la vita intera: ricevere e dare, dare e ricevere, in un circolo ininterrotto e vitale. Ed è questo il desiderio del principe: volere una donna bianca come il latte e rossa come il sangue significa anelare alla vita tutta intera. Il desiderio che apre l’adolescente all’ ignoto viene dalla scoperta che vivere è dare e ricevere, ricevere e dare, latte e sangue, sangue e latte. Avendo ridotto l’amore a un’emozione calda, immediata e senza controllo, non educhiamo ad amare. E così si finisce col pensare che l’amore adolescenziale sia pura emozione e quello maturo una noia mortale. Invece amare è insieme slancio e fedeltà, in ogni età della vita. Impariamo in ogni campo, e per questo studiamo e ci formiamo, ma sul fondamento della vita improvvisiamo, lasciando i ragazzi in balia di un analfabetismo affettivo che diventa poi esistenziale: cuore e testa divorziati in casa, prima o poi, buttano giù la casa.