IL FEMMINILE SACRO È…DETERMINATA DOLCEZZA. Michael Fonini

A dire il vero ritengo che la dolcezza favorisca sentimenti amorevoli verso il prossimo e faccia parte di tutti gli esseri umani, siano essi di sesso femminile o maschile.

A mio avviso ciò che ha reso difficile la realizzazione equilibrata negli esseri umani di questa caratteristica è stata l’educazione differenziata tra maschi e femmine da parte dei genitori che ha creato gli stereotipi dell’uomo rude non dolce e della donna un essere debole da proteggere, da aiutare nel migliore dei modi o da reprimere, come la storia anche recente purtroppo dimostra.

Singolare poi che, almeno in occidente, chi ha da sempre educato l’infanzia con questi stereotipi, in gran parte professasse il cristianesimo quando traspare dai Vangeli che Gesù era dolce, anche se determinato non certamente rude, come del resto gran parte dei maestri dell’umanità.

Ora però gli esseri umani cominciano seppur confusamente, a comprendere che queste idee, questi stereotipi errati, radicati nella mente degli uomini da generazioni, hanno creato un mondo violento e disumano. Tutto ciò costituisce un impedimento ad una vera crescita interiore e quindi all’evoluzione spirituale dell’umanità.

Per modificare il sistema, si dovrebbe dapprima vedere la falsità di questi stereotipi e dei danni ad essi correlati e quindi comprendere di possedere, seppur con valenze un poco diverse, le stesse energie, favorirne dunque con l’educazione un perfetto equilibrio.

Utopia? 

Krishnamurti ebbe a dire che nessuno singolarmente può cambiare il mondo ma se qualcuno vuole che questo avvenga deve cambiar se stesso e lentamente il mondo cambia ed il futuro non è più figlio del passato.

E’ quindi l’ora della realizzazione del femminile e del maschile sacri per ritrovare e realizzare la determinata dolcezza, insita nella naturalezza naturale.

Questa realizzazione comporta in sé una potente energia spirituale, come per Gesù nei suoi insegnamenti dolci ma severi era la dolcezza, utilizzata per illuminare, far crescere, quindi determinata al bene degli altri, illuminata.