UNOPIÙUNOUGUALETRE

Scrittura per lettura drammaturgica

di Paolo Raimondi

Difficile a credersi ma ci fu un tempo in cui

l’essere umano non era né uomo né donna

ossia né maschio né femmina.

In quel tempo noi eravamo ancora in formazione

e proprio come esseri umani

e ci sono voluti tantissimi passaggi evolutivi

in gergo chiamati razze madri o anche razze radice.

La terza in successione di queste razze

quella chiamata lemuriana

contiene in sé come umana esperienza

ciò che è stato chiamato “separazione dei sessi”

e per chi ci crede questo presuppone

che prima i sessi erano uniti.

Uniti si, ma in modo tale

da non poterli identificare come diversi tra loro

e questa differenza s’è vista soltanto

quando sono stati separati.

Adesso e tanto giustamente

dobbiamo sapere chi

se c’è davvero un qualcuno che l’ha fatto

dobbiamo sapere chi dunque ha deciso per questa separazione

ma soprattutto perché l’ha voluto fare

a quale scopo.

Ora non mi sento di dire chi l’ha fatto

e non perché io non lo sappia

diciamo che  ho una mia opinione

e anche molto precisa

che non vi voglio propinare.

Sta di fatto e questo lo voglio dire

che qui comincia una storia sessuale

lasciatemi spiegare meglio

proprio per non essere frainteso.

Qui comincia una storia che vorrei raccontare

se mi è permesso naturalmente

cercherò di stare molto attento

a non prevaricare le opinioni altrui.

Questa storia ha un inizio come tutte le storie

ha uno sviluppo come tutte le storie

e una fine che ha ancora da venire.

Ancora ha da venire il compimento di questa storia

 che prima chiamavo storia sessuale

e proprio per dire che l’energia sessuale

è una potentissima energia di creatività

di tantissimi tipi

non solo per mettere al mondo figli

ma anche per fare quadri e spettacoli di teatro

libri e statue

poesie danza e cinema e così via.

Quest’energia è in atto da tempi immemorabili

e volge al suo compimento

che in qualche modo ora

al giorno d’oggi

si può già vedere.

Questa energia questa forza

ed è ancora più incredibile di quanto detto prima

ci sta portando all’androginia.

Un essere androgino è uomo e donna alla pari dentro di sé.

Il tempo ha fatto sì che fosse donna

per imparare ad essere donna

e ha fatto sì che fosse uomo

per imparare ad essere uomo

e dunque l’androgino

è una donna che ha imparato ad essere donna

e perciò sa cosa vuol dire essere donna

e allo stesso tempo

è un uomo che ha imparato ad essere uomo

e perciò sa cosa vuol dire essere uomo.

Chiedo scusa per queste ripetizioni un po’ ostinate

e senza raffinatezza stilistica

questo è un modo tutto mio

per indicare un’esperienza necessaria

e nella maggior parte dei casi

tanto pesante e faticosa.

Un particolare nient’affatto trascurabile

è che la separazione dei sessi si è manifestata

ad un certo grado di densificazione della Materia

divenuta corpo umano

prima non sarebbe stato possibile

questo è quanto io so

ma non è necessario stabilirne il motivo esatto

proprio perché tale densificazione è avvenuta di fatto

e con essa la separazione.

Un dato certo proveniente da tali eventi

è la ricerca proiettata all’esterno della propria anima

una ricerca obbligata dal desiderio di colmare

un vuoto interiore chiaramente percepibile

anche se non altrettanto definibile

si trattava di una parte mancante della stessa anima.

Non mancava

era soltanto nascosta nell’interiorità

e molto difficile da raggiungere.

L’esterno diveniva così lo scoprire gli altri

la vita … ben venga …

il mondo.

Ma cosa si cercava all’esterno?

Quale forza si mosse

proiettandosi nella vita in forma di desiderio?

Era la forza della sessualità

in veste accesissima di sensualità

che poi grazie alla testa

divenne una forza di seduzione.

Quest’ultima è scaduta come funzionalità

perché non ha mai avuto in realtà

una chiara funzione evolutiva.

Una manifestazione maschile

aveva una parte nascosta di anima femminile

così una manifestazione femminile

ne aveva una nascosta di anima maschile.

Queste manifestazioni materiali proiettavano all’esterno

l’idealizzazione della loro parte d’anima mancante

poiché nascosta

idealizzavano altri esseri umani

e questi ultimi facevano lo stesso rispetto ai primi.

In realtà queste manifestazioni materiali

si proiettavano all’esterno idealizzandosi in altri esseri umani

i quali facevano lo stesso rispetto ai primi.

Ci proiettammo all’esterno idealizzando la parte mancante

la trovammo accettando di negare la proiezione negata che facemmo

e questa ci indicava non potendola trovare in quel modo

ciò che stavamo cercando.

Il peso di ciò che ci mancava

ci si mostrava come assenza dolorosa

e quest’ultima finalmente ci svelava la stessa mancanza.

La mancanza assumeva allora

la funzione di indicarci quella presenza che cercavamo

e che non poteva

trovarsi all’esterno di noi stessi.

C’era un ragazzo che come me amava la bellezza

quella che ti dà l’ebbrezza che ti porta fuori di testa

cioè fuori dalla testa

cioè fuori dalla mente ossia nella sovramente.

Un pomeriggio uscendo di casa incontrò una ragazza bellissima

sai di quelle che ti mozzano il fiato

lei pensierosa non vide il ragazzo

ma lui la vide altroché se la vide

tanto intensamente vide questa bellezza

che uscì fuori di testa con l’ebbrezza

e così tanto forte che svenne.

Poi rinvenne e disse di essere innamorato perso

e forsennato partì alla ricerca di questa ragazza

così come facevano gli antichi cavalieri medievali.

La rincontrò

e stavolta lei non più pensierosa lo vide

e fu presa dalla stessa ebbrezza

svenne poi rinvenne

e disse di essere innamorata di lui.

Allora si compenetrarono tanto profondamente

avvinti dalla sessualità in forma di sensualità.

L’ebbrezza si trasformò in estasi

e si persero l’una nell’altro e

definitivamente ossia una volta per tutte le volte

si erano perduti perché le anime loro si fusero

l’una nell’altra e camminarono verso casa

quella di Dio in due con un’anima sola

che era fatta di due anime che conoscendosi

si erano perdute l’una nell’altra

e si erano unite tra loro pur rimanendo due diverse anime.

Successe che lei vide la sua anima in lui

e lui vide la sua anima in lei

anime diverse certamente

ma fatte della stessa sostanza

riconoscibili nella loro differenza

eppure uguali come essenza.

Ambedue d’accordo

sull’amore che li legava indissolubilmente.

Sentendosi liberi nell’essere legati

compresero che si trattava dell’amore

e che vivevano l’innamoramento

e compresero di più sull’amore

che è una strada sicura che porta all’unione

e quest’ultima all’essere uniti

pur essendo in due.

Due in uno che diventano uno

nell’unione in unità che è la Casa di Dio.

Vuoi vedere che l’energia sessuale sensuale è sacra

e non può e non deve essere regolata dai soliti moralismi

assunti a funzione culturale?

Dovemmo cercarci fuori per ritrovarci dentro

fino a quando non fossimo riusciti a comprendere che:

“Quando dei due fate uno;

quando farete il dentro come il fuori e il fuori come il dentro, e l’alto come il basso;

quando farete del maschio e della femmina un solo essere sì che il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina, solo allora voi entrerete nel Regno.” (Vangelo di Filippo)

A questo punto c’è da chiedersi:

quanti di noi si stanno ancora cercando

e quando finalmente riusciranno a ritrovare

e accettare la propria parte di anima nascosta?

Intanto soffia inesorabile un vento di tempesta

che indica l’urgenza del risveglio dell’essere umano

che non è ancora sé stesso

e che non sa cosa significa esserlo.

Paolo Raimondi

14. 02. 2019